"Tutto è fantasia: la famiglia, l'ufficio, gli amici, la strada, tutto fantasia, lontana o vicina; ma la verità più prossima è che tu premi la testa contro il muro di una cella senza finestre e senza porte".

F. Kafka, 1921.

No, non posso dirmi d'accordo. eppure, qualche volta, la sensazione è questa.

È una verità fenomenologica. E dunque a volte hai la sensazione che la realtà sia la famiglia, l'uffico, gli amici. A volte che la realtà sia una cella senza finestre e senza porte.

A volte le due prospettive si susseguono nell'arco di poche ore. A volte basta una telefonata, un sms, perché la realtà passi dal mondo sociale al solipsismo. E viceversa.

No, non è la tristezza. La tristezza è quando hai un problema sul lavoro, o quando hai litigato con un amico o con quella persona speciale.

È quando senti che con quell'amico, con quella persona speciale, non riesci a parlare.

Eppure ..... eppure, anche quando hai la netta sensazione di essere in una cella senza finestre e senza porte, sai che stai respirando. Ascoltati. Ascolta il tuo corpo. E le finestre si apriranno, e si apriranno anche le porte.