Mi permetto di segnalare due notizie che riguardano le donne e la sessualità.

La prima è molto positiva: in Egitto è stata promulgata una legge che vieta la mutilazione genitale femminile (l'infibulazione). Naturalmente una legge non basta, ma è un importante passo in avanti.

In Italia, pare che il 38% delle ragazze fra i 14 ed i 20 anni faccia sesso. La notizia negativa è che si fa - spesso - senza l'uso del contraccettivo; il risultato è che è aumentato l'uso della pillola del giorno dopo.

La mia modesta opinione è che se di queste cose si parlasse di più, se si facesse un minimo di educazione alla sessualità ed alla contraccezione, alcuni comportamenti a rischio potrebbero diminuire.

Ma in Italia il dibattito è fermo alla 194 ed a dettare l'agenda è un gruppo culturalmente avverso all'ipotesi di parlare di sessualità e di contraccezione. Un gruppo che ha un fortissimo potere su tutti i partiti ma che, a quanto pare, rimane inascoltato nel comportamento e negli stili di vita di molti giovanissimi. Un modello culturale che pretende l'astinenza e che vede la sessualità soltanto entro certi termini e comunque finalizzata a scopi riproduttivi. Un gruppo che pretende di imporre la propria visione del mondo anche a coloro che non si riconoscono in questa ideologia.

Il risultato paradossale è che un modello culturale così rigido, implicitamente avallato dalla politica, dalle istituzioni, dalla scuola, finisce per lasciare i ragazzini in balia a loro stessi, ed il risultato è un aumento delle malattie a trasmissione sessuale ed un aumento delle gravidanze indesiderate.

Come ha giustamente affermato la Litizzetto Eminence dovrebbe fare la pubblicità ai preservativi, se davvero vuole combattere l'aborto. Ma perché in Italia di certe cose parlano solo comici e buffoni?