L'architettura dell'informazione

Stefano Bussolon

Introduzione

Definizioni di AI

Termine utilizzato per descrivere il processo di progettazione, implementazione e valutazione di spazi informativi che siano psicologicamente e sociologicamente accettabili dagli stakeholders.
Dillon (2002)

Definizione della struttura di un sistema, del modo in cui l’informazione è raggruppata, i metodi di navigazione e la terminologia usata entro il sistema. Il processo di costruzione delle modalità di accesso all’informazione finalizzato a permettere agli utenti di navigare velocemente e produttivamente all’interno del sito basandosi solamente sul loro intuito.
McCracken (2005)

Ontologie

Ontologie: definizione

Una delle definizioni più citate di ontologia è coniata da Gruber (1993), che definisce una ontologia come una esplicita specificazione di una concettualizzazione:

Una ontologia è una specificazione formale ed esplicita di una concettualizzazione condivisa.
La concettualizzazione consiste nella costruzione di un modello astratto di alcuni fenomeni del mondo, di cui vengono identificati i concetti rilevanti.
Esplicito significa che i concetti usati, e i loro vincoli, sono definiti esplicitamente.

Le ontologie definiscono un sistema di conoscenza attraverso istanze individuali di classi (i concetti), con specifici attributi e relazioni.

Perché sviluppare una ontologia?

Nell'ambito dell'intelligenza artificiale le ontologie formali vengono create per:

Nell'ambito UX le ontologie informali ci permettono di creare il modello dell'esperienza.

Ontologia, concetti, istanze

Una ontologia è una descrizione esplicita, formale, di concetti in un dominio di conoscenza.

Le classi corrispondono ai concetti; le proprietà di ogni concetto descrivono varie caratteristiche e attributi dei concetti (slot, ruoli, proprietà), restrizioni sugli slot (faccette, regole di restrizione)

Una base di conoscenza è costituita dall’ontologia e da un insieme di istanze.

Istanze e classi

Le istanze individuali sono le componenti di base delle ontologie. Includono oggetti reali (es, persone, luoghi ...). Le classi sono gli insiemi di oggetti che condividono le caratteristiche individuali.

Gli attributi sono le caratteristiche degli individui di una classe.

Le relazioni sono associazioni (fra classi - e fra individui); vi sono relazioni di appartenenza di un membro ad una classe; relazioni che definiscono la gerarchia in una tassonomia; relazioni di "meronimia" che descrivono il modo in cui gli oggetti vengono combinati per costruire oggetti compositi.

Classi, concetti, relazioni

I concetti (le classi) nell'ontologia devono il più possibile corrispondere ai concetti impliciti degli utenti, agli oggetti, fisici o logici, e alle relazioni nel dominio di interesse.

Tendenzialmente, i concetti corrispondono ai sostantivi, le relazioni ia verbi delle frasi che descrivono il dominio.

Ontologie e OOP

La progettazione di ontologie condivide alcuni aspetti della progettazione orientata agli oggetti.

La programmazione orientata agli oggetti (OOP) si focalizza però principalmente sui metodi delle classi, ovvero gli aspetti operazionali.

La progettazione di un’ontologia si focalizza sugli aspetti strutturali delle classi.

Sviluppare una ontologia informale

In termini pratici i passaggi per sviluppare una ontologia sono i seguenti:

Non esiste un unico modo di modellare un dominio - sono sempre possibili delle alternative. La soluzioni migliore dipende, quasi sempre, dalla finalità che abbiamo in mente e dagli sviluppi previsti.

Lo sviluppo di una ontologia è, generalmente, un processo iterativo.

Proprietà degli oggetti

Vi sono molteplici tipologie di proprietà degli oggetti di una ontologia:

In questo contesto, le faccette costituiscono il dominio ed il range di valori ammissibili, il possibile numero di valori (cardinalità).

Tipologie delle proprietà

La tipologia di valori descrive che tipo di valori le proprietà possono assumere. Le tipologie possono essere:

L’ontologia non può contenere tutte le possibili informazioni sul dominio, ma solo quelle che - ragionevolmente - ci servono.

Schemi e strutture organizzative

Organizzare le informazioni

Come abbiamo visto, uno degli aspetti centrali - forse il più tipico - dell'architettura dell'informazione è quello di organizzare le informazioni.

Rosenfeld and Morville (2007) distinguono fra schemi organizzativi e strutture organizzative.

Gli schemi organizzativi permettono di ordinare o classificare le informazioni, in modo che sia più facile trovarle.

Schemi esatti

Gli schemi esatti sono quelli che si basano su una classificazione od un ordinamento esatto e non ambiguo. Gli esempi più importanti:

Generalmente l’ordinamento può essere fatto automaticamente dall’applicazione che presenta i dati.

Schemi ambigui

Gli schemi ambigui sono meno semplici da implementare, ed introducono degli elementi di soggettività. Ciononostante risultano spesso estremamente utili. Esempi

È proprio nella creazione di questa tipologia di schemi che diviene necessario, in fase di design, coinvolgere gli utenti utilizzando degli strumenti di elicitazione della conoscenza.

Strutture organizzative

Le strutture organizzative si occupano della modalità di immagazzinamento e presentazione delle informazioni.

Le strutture organizzative sono molteplici:

Strutture gerarchiche

Una struttura gerarchica divide il dominio semantico della struttura informativa in partizioni.

Un tipico esempio – di struttura gerarchica esatta – è la tassonomia linneiana degli esseri viventi.

Strutture a tabella, o database

Esistono numerosi esempi di questa struttura: il client di posta elettronica elenca la posta in arrivo in una tabella, dove ad ogni riga (record) corrisponde una mail, mentre le colonne rappresentano i diversi attributi delle mail: data, mittente, oggetto.

Un altro esempio è costituito dal servizio offerto da goodreads.com, un sito permette di condividere la propria libreria, inserendo la lista dei libri che si possiede. Chi entra nella mia libreria virtuale (cliccando su www.librarything.com) troverà la lista dei miei libri, che potrà essere ordinata per autore, per titolo, per punteggio di gradimento.

Struttura ipertestuale – network

La struttura ipertestuale costituisce la più importante caratteristica distintiva del web. Il web è, dal punto di vista dell’utente, una ragnatela di risorse testuali o multimediali fra loro collegati attraverso dei collegamenti ipertestuali.

Un sito web non è un sito web se non ha collegamenti ipertestuali, in quanto questi costituiscono lo strumento universale di navigazione all’interno del web. E dunque anche le strutture gerarchiche e tabellari usano i collegamenti ipertestuali per la navigazione.

Vi sono però dei sistemi informativi dove i collegamenti ipertestuali costituiscono e rappresentano la struttura. L’esempio più importante è costituito da wikipedia [^1]. Questo tipo di struttura è particolarmente adatto per le conoscenze di tipo enciclopedico.

Struttura a faccette

In termini molto sintetici la classificazione a faccette è una classificazione multidimensionale.

Alcuni importanti siti di commercio elettronico fanno uso di questo tipo di classificazione. Se cerchiamo una macchina fotografica digitale su siti come ebay ci viene offerta la possibilità di restringere la ricerca in base a differenti parametri: tipo di fotocamera (compatta, reflex), risoluzione in megapixels, zoom, marca, fascia di prezzo.

Altri esempi: kayak, Volkswagen

Dal punto di vista dell’interazione con l’utente la classificazione a faccette si propone di combinare la strutturazione della classificazione gerarchica con la multidimensionalità delle strutture a tabella.

Strutture a parole chiave

I servizi che si basano su questa struttura permettono agli editori delle informazioni, ma anche agli utenti, di aggiungere delle informazioni alle risorse (documenti, siti web, immagini, video).

Queste informazioni, che tecnicamente sono dei metadati, sono generalmente delle parole chiave, tag in inglese.

I siti web che si basano su queste strutture permettono agli utenti di navigare all’interno del sito proprio attraverso le parole chiave.

La navigazione

Finalità della navigazione

Sistemi di navigazione

Bibliografia

Testi citati

Dillon, Andrew. 2002. Information Architecture in JASIST: Just Where Did We Come From?

Gruber, Thomas R. 1993. A translation approach to portable ontology specifications. Knowledge acquisition 5, no. 2: 199–220.

McCracken, Cynthia S. 2005. Bringing Order to Intranet Chaos with Information Architecture: A Case Study. Tesi di laurea magistrale, University of North Carolina at Chapel Hill, April.

Rosenfeld, Louis, and Peter Morville. 2007. Information architecture for the World Wide Web. 3rd ed. Sebastopol, CA, USA: O’Reilly; Associates, Inc.