La conoscenza

Stefano Bussolon

Definzione di conoscenza

La conoscenza, secondo Zappa

Information is not knowledge,
Knowledge is not wisdom,
Wisdom is not truth,
Truth is not beauty,
Beauty is not love,
Love is not music,
and Music is THE BEST.

Frank Zappa, Packard Goose

Dati, informazioni e conoscenza

Informazione e conoscenza

Nella nostra definizione, l'informazione diventa conoscenza nel momento in cui interagisce con un agente, sia esso umano, biologico o artificiale.

Questa definizione della conoscenza è molto pragmatica (nel senso di Peirce). L'informazione diventa conoscenza nel momento in cui permette ad un agente di prendere delle decisioni e di agire.

Nei termini della teoria economica neoclassica, l'informazione ha valore se permette all'agente di assumere decisioni capaci di massimizzare la sua utilità.

Conoscenza e agenti

In questa definizione, non vi è conoscenza senza un agente (Fahey and Prusak 1998).

Sebbene l'agente possa essere artificiale, l'archittura dell'informazione e la UX si occupa, quasi esclusivamente, di fornire informazioni ad agenti umani.

Il web semantico si occupa invece di rappresentare la conoscenza in modo che sia facile da fruire da agenti artificiali (ad esempio, dai motori di ricerca).

Per poter ottimizzare la modalità in cui l'informazione è offerta ad agenti umani, è necessario avere un modello sufficientemente chiaro dei fruitori delle informazioni.

Prospettiva, contesto, scopi

La conoscenza:

Definire la conoscenza

La conoscenza è un insieme di informazioni che permettono ad un attore di agire in maniera efficace, al fine di soddisfare scopi e bisogni e massimizzare la fitness.

La conoscenza è dinamica, in quanto è creata attraverso interazioni sociali fra individui e organizzazioni (Nonaka, Toyama, and Konno 2000).

È contestuale, ed è essenzialmente legata alle azioni di un agente.

È ampiamente legata ai sistemi di valori e alle motivazioni delle persone.

Conoscenza e persone

Le informazioni sono trasformate in conoscenza attraverso il processamento nella mente degli individui

la conoscenza diviene informazione nel momento in cui viene articolata (esplicitata) e presentata, in forma di testi, grafici, numeri, parole.

La conoscenza è uno stato cognitivo, ed in quanto tale implica delle credenze (belief) sulla correttezza delle informazioni, la fiducia (trust) sulle fonti, e sulla loro applicabilità ed efficacia (actionability)

Per questa ragione, la gestione della conoscenza non può prescindere dagli utenti finali.

Cosa, come, perché

La conoscenza può essere distinta in:

Conoscenza implicita ed esplicita

Conoscenza implicita ed esplicita

L'acquisizione della conoscenza può avvenire in maniera esplicita o implicita (Polanyi 1997; Honda et al. 1998; Choi and Lee 2003).

L'apprendimento implicito può essere non intenzionale e non conscio.

La conoscenza implicita si origina nelle reti sociali informali, è condivisa informalmente, e pertanto la comunicazione e la fiducia fra gli attori risulta fondamentale (Hildreth et al. 2002).

L'apprendimento esplicito prevede la raccolta e la rielaborazione intenzionale e consapevole di esperienze ed informazioni.

La conoscenza esplicita è codificata nella forma di procedure, codici e manualistica.

L’approccio alla gestione della conoscenza più efficace è quello capace di integrare i due livelli.

Conoscenza implicita - tacita

Il concetto di conoscenza implicita si basa sul fatto che noi sappiamo più di quel che sappiamo di sapere, e più di quello che riusciamo a dire.

La conoscenza tacita risiede nella mente e nel comportamento delle persone, ed è dunque difficile da formalizzare e comunicare.

Evolve attraverso l’interazione delle persone, e richiede competenze e conoscenza.

Perché la conoscenza implicita è implicita?

Vi sono almeno 3 motivi che rendono parte della conoscenza difficile da esplicitare e da codificare.

Conoscenza tacita ed esplicita: differenze

Wikipedia (Wikipedia 2014) elenca le principali differenze fra la conoscenza tacita e la conoscenza esplicita.

Trasformare la conoscenza

4 tipi di trasformazione

Nonaka, Toyama, and Konno (2000) definiscono il modello SECI:

Socializzazione: implicita implicita

Secondo Nonaka, Toyama, and Konno (2000), la socializzazione è il processo di condivisione della conoscenza tacita attraverso esperienze condivise.

La socializzazione avviene prevalentemente in contesti tradizionali (off line), ed è prevalentemente informale.

Affinché i sistemi informativi possano incentivare la socializzazione devono offrire quegli strumenti tecnologici capaci di permettere la socializzazione anche on line, attraverso gli strumenti 2.0: social network, chat, messaggistica, videoconferenza.

Questo passaggio è fondamentale soprattutto quando non vi è co-locazione, ovvero quando gli individui di una organizzazione sono distribuiti sul territorio.

Esternalizzazione: implicita esplicita

Come abbiamo visto, vi sono diverse tipologie di conoscenza implicta. Una parte di questa conoscenza non può proprio essere formalizzata: la conoscenza sub-simbolica, quella embodied tipica di quelle competenze non verbali, motorie. Per questa parte, la socializzazione (off line e on line) appare insostituibile.

Quella conoscenza che è implicita a causa della difficoltà di renderla esplicita in assenza di adeguati metodi di elicitazione, può essere esternalizzata attraverso metodi di elicitazione adeguati.

Esternalizzazione: metodi

Cooke (1999) cita numerosi metodi:

Esternalizzazione della conoscenza appresa implicitamente

Infine, vi è quella parte di conoscenza difficile da elicitare perché frutto di apprendimento implicito (Reber 1989):

Questo tipo di conoscenza può emergere attraverso quelli che Cooke (1999) definisce metodi concettuali. Cooke (1999) identifica quattro passaggi:

  1. elicitazione dei concetti (attraverso i metodi appena citati);
  2. applicazione di tecniche finalizzate ad elicitare giudizi di similarità;
  3. tecniche statistiche di riduzione e rappresentazione dei dati
  4. interpretazione dei risultati.

Giudizi di similarità

Confronto a coppie

Si chiede alle persone di valutare la similarità di coppie di concetti.

Lo svantaggio di questo metodo è che il numero di coppie da giudicare aumenta esponenzialmente (n*n/2).

Card sorting

Il card sorting permette di misurare la similarità, ed è molto più veloce del confronto a coppie.

Griglie di repertorio

Si chiede di valutare ogni concetto per una o più dimensioni concettuali; la similarità viene calcolata misurando la distanza di ogni coppia di concetti sulle diverse dimensioni.

Analisi statistica

Fra le tecniche statistiche di elaborazione dei giudizi di similarità si annoverano lo scaling multidimensionale, la cluster analysis e la tecnica di Pathfinder (Schvaneveldt et al. 1985).

Le tecniche di clustering, infine, aiutano il ricercatore nell’interpretazione dei dati.

Combinazione: esplicita esplicita

Nonaka, Toyama, and Konno (2000) definiscono combinazione l’elaborazione della conoscenza esplicita, finalizzata ad una maggiore sistematizzazione.

La rielaborazione della conoscenza è essenziale quando questa è codificata in maniera non strutturale, ad esempio come un database di record o una lista di documenti fra loro non relati.

I metodi concettuali appena citati (elicitazione di concetti, di giudizi di similarità, statistiche di scaling e di clustering) hanno il vantaggio che permettono non solo di rendere esplicita la conoscenza, ma di strutturarla in base alla conoscenza concettuale tacita degli utenti.

In questa fase va anche annoverato il complesso processo di sistematizzazione delle risorse. Creazione e aggiornamento di metadati, classificazione a faccette, classificazione delle risorse (documenti, file, immagini, risorse multimediali, eventi, news).

Internalizzazione: esplicito implicito

Nello schema logico di Nonaka, Toyama, and Konno (2000) vi è un quarto passaggio, dall’esplicito all’implicito.

Vi è una vera e propria forma di internalizzazione in quei processi di apprendimento in cui la conoscenza esplicita viene assorbita ed integrata nella conoscenza implicita delle persone.

Più in generale, in questa fase il sistema deve rendere possibile la trasformazione delle informazioni in qualcosa di operativo e contestuale. I contesti e gli scopi degli utilizzatori finali, però, spesso non sono noti a priori, possono variare, possono emergere contesti e bisogni diversi.

Presentare la conoscenza

Affinché il suo uso sia proficuo, è necessario che la conoscenza venga messa a disposizione in maniera flessibile, prevedendo multiple possibilità di accesso ed utilizzo.

Più in particolare, è necessario che l’informazione possa essere utilizzata in forma di:

Questo è uno dei compiti dell'architettura dell'informazione

Choi, B., and H. Lee. 2003. An empirical investigation of KM styles and their effect on corporate performance. Information & Management 40, no. 5: 403–17.

Cooke, N.J. 1999. Knowledge elicitation. In Handbook of applied cognition, ed. by. F.T. Durso, R.S. Nickerson, F.T. Durson, and R.W. Schvaneveldt, 479–509. Wiley Chichester, UK.

Fahey, L., and L. Prusak. 1998. The eleven deadliest sins of knowledge management. California management review 40, no. 3: 265.

Hildreth, P.M., UK Yorkshire, C. Kimble, and UK York. 2002. The duality of knowledge. Information Research 8, no. 1.

Honda, Manabu, Marie-Pierre Deiber, Vicente Ibáñez, Alvaro Pascual-Leone, Ping Zhuang, and Mark Hallett. 1998. Dynamic cortical involvement in implicit and explicit motor sequence learning. A PET study. Brain 121, no. 11: 2159–73.

Nonaka, I., R. Toyama, and N. Konno. 2000. SECI, Ba and leadership: a unified model of dynamic knowledge creation. Long range planning 33, no. 1: 5–34.

Polanyi, Michael. 1997. Tacit knowledge. Knowledge in organizations: 135–46.

Reber, Arthur S. 1989. Implicit learning and tacit knowledge. Journal of experimental psychology: general 118, no. 3: 219–35.

Schvaneveldt, R.W., F.T. Durso, T.E. Goldsmith, T.J. Breen, N.M. Cooke, R.G. Tucker, and J.C. De Maio. 1985. Measuring the structure of expertise. International Journal of Man-Machine Studies 23, no. 6: 699–728.

Wikipedia. 2014. Tacit knowledge. \url{http://en.wikipedia.org/wiki/Tacit_knowledge}.