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L'architettura dell'informazione si occupa di organizzare i domini informativi, definendone la struttura. Secondo l'IA Institute il fine dell'architettura dell'informazione è di "decidere come organizzare le parti di qualcosa per renderla comprensibile"

Information architecture is the practice of deciding how to arrange the parts of something to be understandable.

What is Information Architecture? | IA Institute

Ma come si fa a rendere comprensibile un dominio informativo? Dal punto di vista metodologico, è opportuno coinvolgere utenti ed esperti di dominio, attraverso l'approccio dell'architettura dell'informazione partecipativa.
Da un punto di vista teorico, l'informazione è comprensibile, utile, informativa se è compatibile con il bagaglio semantico e concettuale di chi la usa. Le persone riescono a comprendere qualcosa soltanto se entra in risonanza con i loro modelli concettuali.

Ma come viene organizzata l'informazione? Rosenfeld e Morville, nel loro Information Architecture: For the Web and Beyond identificano schemi e strutture organizzative: schemi esatti (alfabetico, cronologico, geografico) o soggettivi (per argomento, compito, tipologie di utenti, metafore); strutture gerarchiche, lineari, a tabella, a matrice. Questi tipi di schemi e strutture coprono, apparentemente, ogni combinazione. Secondo Richard Saul Wurman l'informazione può essere organizzata in soli 5 modi: per luogo, alfabetico, per data, per categoria o per grandezza (location alphabetical time category hierarchy) Latch: The Five Ultimate Hatracks, opinione condivisa anche da Abby Covert nel suo How to Make Sense of Any Mess. Ma davvero non vi sono altri modi per organizzare le informazioni?

La rete semantica nella mente

Per capire come possiamo strutturare le informazioni, può essere utile capire come la conoscenza è classificata nella nostra mente. La modalità più nota è quella tassonomica: i concetti sono classificati in categorie gerarchiche, in base a caratteristiche comuni. La teoria classica, attribuita naturalmente ad Aristotele, assumeva che vi fossero delle caratteristiche necessarie e sufficienti per appartenere ad una categoria. Il lavoro di Wittgenstein prima, con il concetto di Family Resemblance, e di Eleanor Rosch - Principles of Categorization - ha messo in discussione la teoria classica ed introdotto la teoria dei prototipi.

Il princìpio base dell'approccio tassonomico è che due elementi appartengono alla stessa categoria se hanno una struttura di attributi (generalmente intrinseci) simile.

Le relazioni tematiche

Carta penna e calamaio

Carta penna e calamaio è un modo di dire piuttosto desueto. Prendere carta penna e calamaio significa decidere di scrivere. Questi tre oggetti hanno, fra loro una relazione tematica. Sono legati al tema dello scrivere. Ma che cos'hanno in comune, in termini di attributi, la penna e la carta? La carta è fatta di cellulosa, la penna a sfera è fatta di una pallina di metallo, una cannuccia che fa da serbatoio per l'inchiostro, e una struttura - generalmente di plastica - per l'impugnatura. Tassonomicamente, non potrebbero essere più diverse. Tematicamente, sono strettamente legate.

Relazioni tematiche: definizioni

Le relazioni tematiche legano oggetti, concetti o persone in base alla loro partecipazione in scenari, eventi o attività prototipici. Nelle relazioni tassonomiche/categoriali, al contrario, le entità vengono raggruppate in base al fatto di avere proprietà ed attributi comuni.

Le relazioni tematiche hanno una funzione fondamentale nella cognizione delle persone, in quanto costituiscono uno dei meccanismi dell'organizzazione della conoscenza concettuale, e sono alla base della comprensione del linguaggio verbale. Si basano su legami temporali, spaziali, causali, funzionali, possessivi e produttivi. Generalmente intercorrono fra entità che, in uno stesso scenario o evento, svolgono ruoli complementari. Le relazioni tematiche costituiscono la base degli script. Nel tipico script del ristorante, fra concetti quali cibo, menu, vino, cameriere intercorrono delle relazioni tematiche. Sebbene il cibo ed il vino possano rientrare nella stessa categoria sovraordinata delle cose commestibili, cibo e menu, cibo e cameriere non hanno alcuna relazione tassonomica, ed il loro ruolo è complementare, diverso ma integrato nello scenario dell'esperienza "mangiare al ristorante".

Affordance

Le relazioni tematiche si basano su attributi relazionali e di complementarietà. Gli attributi relazionali sono quelli che costituiscono una interfaccia fra le due entità, oppure quelli che costituiscono una affordance.

Chi di noi, a scuola, non ha scritto sul palmo della mano? Magari lo facciamo ancora, se non abbiamo carta a disposizione e dobbiamo segnarci una cosa in fretta. La pelle del palmo della mano non ha nulla in comune con la carta: sono fatte di cose diverse. Però entrambe sono delle superfici che offrono (seppur con caratteristiche diverse) la affordance di poterci scrivere con la penna.

L'inchiostro ha la caratteristica di macchiare le superfici assorbenti, la carta ha la caratteristica di essere una superfice che può essere macchiata in maniera indelebile dall'inchiostro, e la penna a sfera è stata progettata per lasciare una sottile linea d'inchiostro sulla carta.
Caratteristiche complementari, che diventano affordance nel legame tematico dell'azione di scrivere.

Gli aspetti culturali.

Talvolta mi diverto a lanciare dei sondaggi su facebook. La domanda che ho posto era:

perché l'abbinamento pizza+cocacola è socialmente accettabile, mentre che ne so, carbonara+cocacola non lo è?
Cosa rende la carbonara così diversa dalla pizza, nell'abbinamento con la bevanda?

Le risposte sono state molte. Fra le altre, vorrei citare Sara:

non credo sia dovuto alle specifiche organolettiche della pizza con cui la coca non si abbina granchè, ma alla momento di consumo. La pizza è informale, allegra e nasce come street food; solo recentemente ha assunto una connotazione gourmet da abbinare con birre o vini particolari. Per cui la Coca le si adatta diciamo "per simpatia"

Come dice giustamente Sara, la pizza non è, intrinsecamente, più adatta ad essere accompagnata da una coca o da una birra. È il momento di consumo, ovvero lo scenario. La pizza è più tipica di uno scenario informale, dove ci stanno la birra e la coca mentre, almeno in Italia, non è accettabile la cocacola con la carbonara.

Ma Enrico mi ha ricordato che i tedeschi la pensano diversamente:

carbonara (spliff) 1982 - YouTube

Spesso comprati insieme

Le relazioni tematiche possono avere un ruolo importante nell'architettura dell'informazione, soprattutto in un approccio orientato alle attività, e se nella fase di sintesi si è fatto un buon lavoro di concettualizzazione.

Ma uno degli esempi più lampanti è la funzione spesso comprati insieme di Amazon. Se guardi un modello di tablet, Amazon ti suggerisce la custodia e la pellicola protettiva. Se guardi il corpo di una macchina reflex digitale, ti suggerisce gli obiettivi, la batteria di ricambio, la scheda di memoria SD e il flash esterno.

Conclusioni

Le relazioni tematiche sono meno note delle relazioni tassonomiche: meno studiate nelle neuroscienze cognitive, e di fatto poco citate nell'architettura dell'informazione. Ma in determinati contesti, le relazioni tematiche possono avere un ruolo importante nello strutturare un dominio informativo.

Per approfondire

Architettura delle informazioni

What is information architecture?
Information architecture - Wikipedia
What is Information Architecture? | IA Institute
Information Architecture Basics | Usability.gov
Organization Schemes | Usability.gov
Organization Structures | Usability.gov
Complete Beginner's Guide to Information Architecture | UX Booth
The ultimate IA reading list : Optimal Workshop
Classification Schemes - and When to Use Them - UX Articles by UIE
Guida all'architettura dell’informazione - Luca Rosati
L'architettura dell'informazione - organizzare le informazioni

Relazioni tematiche

Estes, Z., Golonka, S., & Jones, L. L. (2011). Thematic thinking: The apprehension and consequences of thematic relations. In Psychology of learning and motivation (Vol. 54, pp. 249-294). Academic Press. pdf

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