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Amir Baldissera è CEO di Experenti, docente di Business Management presso l'Università di Padova e ha recentemente pubblicato con Hoepli Realtà virtuale e realtà aumentata per il business: Applicazioni pratiche con la Mixed Reality.

Nella nostra conversazione abbiamo parlato proprio di realtà virtuale e realtà aumentata: lo scenario odierno, i contesti e le industrie in cui ha senso usarla, i vantaggi ed i limiti.

L'intervista in diretta è andata in onda il 5 maggio alle 17 su telegram. Per seguire altre interviste, iscriviti subito al canale telegram Radio UX.

Appunti

Questi sono gli appunti che ho preso durante la conversazione con Amir. Sono del tutto incompleti, ma possono aiutare a seguire il podcast.

Realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR) sonodue tecnologie con forti punti in comune, ma concettualmente sono vicine più come tecnologia che come applicazione e come esperienza d'uso. VR è per certi versi più semplice. Consiste nell'inserire l'utente in un contesto fittizio, isolandolo dall'ambiente fisico reale; non percepiamo più l'ambiente fisico, ma ci si presenta un ambiente terzo. La realtà aumentata consiste nella sovrapposizone di contenuti digitali nel mondo fisico. Continuo a vedere il mondo fisico, ma mi si aggiungono livelli di informazione (visiva, o oggetti virtuali). Posso ottenerlo o con dei visori speciali (con lenti trasparenti) o tramite altri dispositivi con videocamera e schermo (ad esempio smartphone e tablet, con la fotocamera riprendono l'ambiente e sovrappongono i layer "virtuali"). La differnza tecnica si porta delle drammatiche differenze nell'appropriatezza dell'utilizzo delle due tecnologie in contesti diversi. VR [si caratterizza per gli aspetti di] esclusività e immersività: mi metto il visore sulla faccia e sono inserito completamente nel mondo virtuale. La persona entra, non è più "con noi" ma è catapultata nello scenario. Si comporta come se non fosse più lì, è davvero nell'ambiente in cui è stata immersa. La seconda caratteristica: l'esclusività. Nella stragrande maggioranza l'utente è da solo nell'ambiente virtuale. Sta da solo in un'altra parte. Stanno arrivando anche delle esperienze multiutente, che sono ancora sporadiche. La AR non è immersiva, continui a vedere il mondo fisico - sei immerso nel mondo reale - non è esclusivo - continui a vedere le persone che ti circondano. È la fusione fra reale e digitale (phisital): contenuti, oggetti elementi non presenti ma con cui puoi interagire e che interagiscono con l'ambiente e con l'utente.

Domanda: come è stato risolto il problema della motion sickness

In questi anni abbiamo imparato come fare, chi sa progettare sa cosa deve evitare, fino a che punto spingere l'esperienza, sa cosa non si può fare.
Un tempo le performance hardware erano basse, [il visore doveva essere] collegato con pc, erano molto costosi. Oggi sono molto più economici e portatili, non necessariamente connessi ad un pc. Hanno la potenza di calcolo di uno smartphone, che però è abbastanza per fare cose interessanti. Qualcosa si può ottenere anche con i cardboard (di cartone o di plastica), lenti che ti permettono di mettere a fuoco lo schermo dello smartphone. Banali tecnicamente, costano meno di 20 euro, e già permettono un assaggio della VR, anche via web

AR

Un tipico esempio è IKEA, [ti mostra] l'elemento d'arredo a casa tua portandoti il campionario a casa.

Un altro esempio, quando è necessaria una comunicazione pervasiva ed efficace: quando l'informazione che devo trasmettere è complessa, la AR può permettere un salto informativo paragonabile agli inserimenti multimediali in un testo. Vedi non solo la foto di un oggetto ma anche un video, può essere molto efficace. Con l'AR aggiungo la rappresentazione tridimensionale, come un oggetto fisico sul mio tavolo. Viene usata ad esempio nelle aziende farmaceutiche, per mostrare i meccanismi di azione dei farmaci, come intervengono le molecole, le efficacia, atlanti anatomo patologiche, le informazioni tecniche.
Altro esempio gli impianti multiutility elettricità: quando si creano opere impattanti sul territorio, nei tavoli di concertazione con gli enti locali discutono su dove fare passare la rete. Per far comprendere agli interlocutori prima si andava di pdf e stampe, oggi si usano strumenti di realtà aumentata con mappe tridimensionali satellitari o su drone. Il plastico interattivo con le sezioni, gli spaccati del percorso rende più semplice la comprensione dell'informazione. [L'AR ha la] capacità di rendere comprensibili informazioni complesse.

Ancora, l'augmented commerce ad esempio i makeup: il consumatore vede via fotocamera il suo viso truccato.

La realtà virtuale (VR)

[Consiste nell']immergere le persone in ambienti virtuali. Viene usata nella formazione, nell'infotainment; ti faccio esplorare un luogo, ti faccio vivere o percepire elementi lontani nello spazio, nel tempo (l'antica Roma), contesti pericolosi.
Ad esempio la formazione: fino ad oggi si fanno lezioni frontali, anche sulla sicurezza del lavoro. Le emozioni e il coinvolgimento sono di fatto nulli. Con la VR puoi simulare le emozioni che vivresti in una situazione di incidente senza correre rischi e risparmiando denaro. Altro esempio i simulatori di volo. Insomma tutti i contesti rischiosi o onerosi in cui l'immersione è molto più efficace della lezione frontale.

Raccontaci un vostro progetto che ti è piaciuto particolarmente

Una azienda farmaceutica che produce un farmaco con cellule staminali; la produzione avviene camera sterile, doppio processo di sterilizzazione. Per spiegare a medici e ospedali la loro utilità l'azienda avrebbe voluto portarli a vedere la produzione, ma viste le difficoltà era impossibile, e allora abbiamo mappato la camera sterile, ricostruita virtualmente, compresa tutta la procedura di produzione del farmaco. Oggi la casa farmaceutica fa vivere ai medici in VR il processo di produzione del farmaco.

Quali sono i progetti più sofferti

I progetti più sofferti sono quelli in cui il committente vuole l'effetto wow e nulla più. Altro sintomo di progetto debole è voler ricostruire una esperienza fisica con strumenti digitali. Recentemente, a causa del covid, le fiere sono saltate, impossibile andare in fiera. Abbiamo ricevuto molte richieste per creare delle "fiere 3d", ricostruire la fiera in 3d, il padiglione, avatar, camminare nei padiglioni, recarsi negli stand, parlare in chat vocale, scambiarsi biglietti da visita, cataloghi pdf. L'approccio Second Life va evitato, non funziona.

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radioux (6) |

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