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Il mio messaggio di buon solstizio è stato, negli anni, il pretesto per fare qualche breve riflessione e per esprimere un auspicio. L'anno scorso decisi di affrontare il tema del cambiamento climatico, ed accennai al fatto che consumare di più - ed avere una maggiore impronta ecologica - non ci rende necessariamente più felici. Scrivevo che

il nostro benessere è legato solo marginalmente ai beni materiali. Sono i beni immateriali (relazioni, autonomia, competenza, autostima) e soprattutto ciò che facciamo e come lo facciamo che contribuiscono al nostro benessere. È la qualità delle attività in cui investiamo il nostro tempo a farci stare bene.

Il mio augurio per l'anno che nasce è di investire in quelle cose e in quelle attività che contribuiscono alla tua eudaimonia, evitando tutto ciò che consuma il nostro pianeta e non ci rende affatto felici.

È passato un anno, da allora. Un anno diverso da tutti gli altri: una grave pandemia mondiale ci ha travolti, ed ha stravolto la nostra vita. Fra i molti destinatari di questo messaggio, qualcuno è stato colpito duramente dalla perdita di una persona cara. Ma la pandemia, in qualche modo, ha condizionato la vita di ognuno.
Per qualcuno, dal punto di vista economico, a causa delle forzate chiusure. Per tutti l'impossibilità di coltivare le relazioni, se non a distanza, la necessità di rinunciare agli abbracci, alle cene, ai momenti da trascorrere insieme. Abbiamo dovuto rinunciare ad una parte delle nostre libertà, per non compromettere la nostra sicurezza.
È stato più difficile studiare, ed insegnare non è stata la stessa cosa. Abbiamo dovuto cambiare il modo in cui facciamo le cose: "ciò che facciamo, come lo facciamo".

In questi mesi mi sono interrogato su questi cambiamenti. Il telelavoro, la didattica a distanza, il modo in cui le persone hanno cambiato i loro comportamenti di acquisto, ed il modo in cui le piccole botteghe hanno provato a far fronte all'emergenza.
Quello che ne è emerso è che questo cambiamento forzato ha avuto enormi costi ed innumerevoli problemi e difficoltà, ma ci ha anche permesso di immaginare un modo nuovo di studiare, lavorare, di coltivare le relazioni, di vivere.

Ho chiesto alle persone impiegate nella didattica a distanza e nel telelavoro cosa mancasse loro del mondo di prima. Le relazioni, mi hanno detto. Il contatto fisico. La possibilità di confrontarsi, di capirsi con uno sguardo. I momenti informali, il caffè, il pranzo assieme, gli incontri casuali da cui possono nascere delle cose. Il poter dividere la propria giornata in spazi diversi, momenti diversi, con dei confini precisi.
Se chiedete ai negozianti cosa è pesato di più la prima cosa che vi diranno è - comprensibilmente - il fatturato. Ma quelli appassionati del loro lavoro vi parleranno anche del rapporto con le persone, del loro ruolo nel tessuto connettivo del quartiere. Le persone che lavorano nella ristorazione e nell'ospitalità si lamenteranno delle spese e dei mancati guadagni, ma quelli che ci tengono davvero racconteranno del rapporto con i clienti, del fatto che il loro lavoro consiste nel farli stare bene, e che per loro è importante che quello che fanno sia apprezzato. E tutto questo, in questi mesi, è venuto a mancare.

Ciononostante, molti vorrebbero mantenere, anche a pandemia finita, alcuni dei vantaggi del lavorare e studiare da casa: risparmiare tempo, soldi, carburante, poter stare di più con i propri cari. Perché la normalità che desideriamo non deve necessariamente essere la normalità che avevamo. E dunque questo potrebbe essere il momento giusto per immaginare il nostro futuro, e riprogettarlo.

La riflessione che ti propongo, in occasione del solstizio invernale di questo anno particolare, è questa. Quali sono le cose che in questi mesi più ti sono mancate? E l'augurio di quest'anno è in fondo molto simile a quello dell'anno scorso: di investire, quando sarà possibile, in quelle cose e in quelle attività che più ti sono mancate.

Callpleanno

Un'ultima cosa: sabato 26 sarà il mio compleanno. Il buon senso ed i decreti impongono che io lo festeggi in forma strettamente privata. E allora, visto che è l'anno del tele qualsiasi cosa, ho pensato di fare il tele compleanno. Anzi, il callpleanno. Se ti va, ci troviamo su meet sabato alle 18. Se usi facebook, puoi iscriverti all'evento Callpleanno | Facebook. Oppure, sabato alle 18 collegati direttamente a google meet.

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