Coincidenze: questa mattina, gironzolando sul web, ho incrociato due articoli, apparentemente diversi. Il primo, intitolato Russian legislative elections 2011 - statistical evidence of vote fraud, fa un'analisi della distribuzione del numero dei votanti nei seggi elettorali della Russia, alle ultime elezioni.

Ne emerge che la distribuzione, che dovrebbe essere normale (gaussiana), ha dei picchi strani, che costituiscono una evidenza piuttosto chiara della presenza di brogli.

Il secondo articolo, pubblicato su La Stampa, e girato su Politica responsabile sostiene che per tagliare bisogna studiare. Ovvero: per tagliare gli sprechi nella spesa pubblica, bisogna scoprire dove questi sprechi si annidano. Ebbene, l'articolo non lo dice esplicitamente, ma per capire dove sono gli sprechi, è necessario

  1. avere i dati
  2. fare una analisi statistica, che permetta di far emergere le best practices e le anomalie negative.

Mi permetto di chiudere il post con un paio di conclusioni:

  1. Per capire come funziona il mondo, e come farlo funzionare meglio, capirne di statistica è molto utile.
  2. Destra e sinistra non sono concetti totalmente superati. Ma, nella complessità odierna, voglio politici e amministratori che riconoscano l'importanza dei dati, che ne facilitino l'apertura e l'interscambio, e che sappiano capire di statistica.

Update: per poter analizzare i dati, è necessario poterne disporre. Ebbene, oggi, la commissione Europea ha pubblicato un comunicato stampa: Agenda digitale: trasformare in oro i dati delle amministrazioni pubbliche, dove si sostiene che i dati sono una miniera d'oro, che vanno resi pubblici.