Attenzione: versione non definitiva - bozza.

Se date un occhio alle offerte di lavoro postate, ad esempio, su linkedin, che contengono la parola ux o user experience, trovate delle offerte - come dire? - particolari.

Riporto gli estratti di una di queste offerte.

Titolo: Web designer / ui & ux mobile designer
Job description: Esperienza significativa di graphic design maturata nello sviluppo su piattaforma iOS e Android. ... omissis ...
Desired Skills and Experience: È IMPRESCINDIBILE, possedere OTTIME conoscenze e capacità lavorative di: User Interface Design, User Exeperience, Mobile Design, Web Interface Design. Conoscenza approfondita di Photoshop. Gradita conoscenza di Illustrator e InDesign.

Cercasi dottore

Chi non si occupa di ux da una vita, probabilmente in questa offerta di lavoro non ci troverà nulla di strano.
Chi, al contrario, sa di cosa si parla quando si parla di ux, legge questa offerta come un medico leggerebbe la seguente:

Clinica affermata cerca Anestesista / Chirurgo. Imprescindibile possedere ottime conoscenze di riabilitazione funzionale. Gradite competenze di neuropsichiatria infantile.

Vi suona strano tutto questo? A me sì. Perché in una clinica, generalmente, il chirurgo non fa l'anestesista, e l'anestesista non si occupa di riabilitazione, e nessuno dei tre pretende di sostituirsi al neuropsichiatra infantile.

Dunque chi si occupa di HR in quell'azienda ha le idee confuse. O no?

Il medico di famiglia

In realtà, forse a quell'azienda serve una figura che assomiglia - nella metafora del dottore - al medico di famiglia. Una persona che sappia realizzare una interfaccia, sia sotto il profilo grafico, che di interazione. Scriviamo anche ux che fa fico, ma insomma ci serve quello. Sbaglia quella agenzia? Forse no. Dipende da cosa devono fare.

Cosa vuole il cliente

In realtà, la tipologia di figure professionali da staffare (ah il consulente imbruttito) dipende dai progetti. E dunque l'esigenza di avere un vero ux in un progetto dipende - ça va sans dire - dal progetto.
Se il progetto è il sito web della Pizzeria Bella Italia, è lecito supporre che il budget sia piccino piccino, e dunque il designer tuttofare ci stà.
Se progetto il sito per una azienda di 5, 10 dipendenti, magari ho bisogno di un paio di figure professionali: quello che mette su il sito in wordpress, e quello che cura la grafica, l'interfaccia, la navigazione e magari da una mano nel raccogliere i contenuti.
Diventa più difficile giustificare il ricorso al designer di famiglia nel momento in cui si lavora per realtà (private o pubbliche) più grandi. In quel caso il designer generico non ha più senso, e diventa indispensabile identificare delle figure più specifiche, come l'ui designer e, udite udite, l'ux researcher - designer. O no?

Di nuovo, dipende. Dipende da cosa vuole il committente. Se il committente vuole ridipingere il sito, che quello che c'è puzza un po' di muffa, proporgli la figura ux diventa inutile. E allora, come si fa? Beh, dipende ;)

UX: cos'è?

Per capire se un UX researcher/designer serve, cerchiamo di capire cos'è la user experience. Storicamente, la ux è una estensione dell'human computer interaction e dell'usabilità classica. Fonda le sue radici nell'user centered design, ma pone una maggiore enfasi agli stati interni degli utenti: valori, bisogni, desideri e scopi. Needs, affect, and interactive products–Facets of user experience

Per fare ux bisogna prima fare ricerca, per fare emergere valori, bisogni, desideri e scopi. Poi, bisogna progettare servizi, prodotti, touchpoint, artefatti capaci di contribuire, di aiutare le persone a realizzare gli scopi o soddisfare i bisogni, rispettandone i valori.

I bisogni del cliente

Probabilmente, l'azienda o l'amministrazione che vi chiede di ripittare il sito tutto questo non lo sa. Il problema è che questa azienda non sa quali siano i suoi di bisogni e di scopi.

  • Dobbiamo dare una mano di colore al sito.
  • Perché?
  • Perché è vecchio, quello dei miei concorrenti è più nuovo.
  • Ok, ma a cosa vi serve il sito?
  • Beh, serve, ce l'hanno tutti, e hanno la pagina facebook, e twitter, qualcuno ha un blog.
  • Perfetto, ma a cosa serve?
  • Per avere visibilità, per vendere.
  • Perfetto, ma vendete online?
  • No, veramente no, anzi non so.

Se vogliamo sperare che la user experience (quella cosa che si occupa di valori, bisogni, desideri e scopi) giochi un ruolo sul mercato Italiano (ma non sarei così sicuro che all'estero abbiano già capito tutto) dobbiamo aiutare i clienti a capire che contribuire ed aiutare le persone a realizzare i loro scopi o soddisfare i loro bisogni, rispettandone i valori non è il fine dell'ux deisgner. È lo scopo di ogni entità, pubblica o privata. Se la loro organizzazione non riesce ad aiutare il loro target a soddisare dei bisogni e realizzare degli scopi, è giusto che esca dal mercato.

Gli ux researcher/designer hanno (dovrebbero avere) le competenze per far emergere bisogni e scopi, e per creare prodotti che aiutino a soddisfarli. Le stesse competenze, opportunamente calibrate, dovrebbero essere utilizzate per aiutare le aziende e le pubbliche amministrazioni a capire che cosa sono, che cosa devono fare, e attraverso quali prodotti, quali canali e in quali contesti possono realizzare la loro mission.