Il blog di Stefano Bussolon
Sweet dreams are made of this » Archive of 'Mar, 2006'

Arrivederci, democracy - Los Angeles Times No comments yet

Arrivederci, democracy - Los Angeles Times.

Evidentemente tutta, ma proprio tutta la stampa straniera è comunista.

In questo articolo, infatti, il Los Angeles Times si permette di paragonare l’Italia alla Russia, come non degna di partecipare al G8. Per quale motivo?

? Can a state ruled by the nation’s wealthiest individual, whose scores of private enterprises depend centrally on state favors, be a member of the G-8?

? Can a state whose leader personally controls all the national television channels legitimately qualify for membership in a club of democracies?

? Should a state whose leader rewrites laws to save himself and his friends from prosecution on corruption charges pass the test on democracy and the rule of law?

? Can a state whose leader forces through changes to the constitution to benefit his party before upcoming elections properly sit at the table alongside Britain, France and the U.S.?

By this point, most readers will suspect that the nation referred to in these questions is not Russia ? it is Italy.

Los Angeles, patria di giornali comunisti

Nunca más No comments yet

Fra i molti effetti collaterali che la sindrome da tango si porta dietro, ce ne sono due degni di nota: ci si affeziona all’Argentina (per qualcuno si può parlare proprio di amore), e si prova una strana nostalgia per Buenos Aires, anche a quelli che, come me, a Buenos Aires non ci sono mai stati.

Qualche volta, per qualche via aerea traversa, mi succede di riuscire a captare Radio Sherwood. Ieri sera ‘take five‘, una trasmissione di musica jazz e afroamericana, ha dedicato la propria programmazione al tango.
Il conduttore ha posto l’accento sui denominatori comuni fra jazz, blues e tango. Musiche nate da un meticciato di generi, dall’incontro fra Europa e Africa.
Musica nata nei bordelli, di New Orleans e Buenos Aires. Motivi sufficienti per rivedere la legge Merlin ;)

La programmazione è partita dai classici: la Cumparsita, Gardel. Poi ha virato su Astor Piazzolla, suonando Milonga loca, tratta da quello che il conduttore ha definito il capolavoro di Piazzolla: Zero Hour. Sono stati proposti infine dei gruppi italoargentini e francoargentini in cui la contaminazione fra tango e jazz risultava particolarmente evidente.

Ma perché la serata era dedicata al tango? Perché oggi ricorre il trentesimo anniversario del colpo di stato in argentina, che ha instaurato una dittatura durata dal 1976 al 1983, e che lascia in eredità la scomparsa di più di 10.000 desaparecidos.

Nunca más è il titolo del rapporto della Comisión Nacional sobre la Desapareción de Personas (CNADEP) del 1984.

Nunca más. Mai più.

Silvio e le donne No comments yet

Intanto noi abbiamo aumentato notevolmente la presenza di donne nelle nostre liste, ma non è così facile convincere delle persone che hanno la formazione culturale adeguata per intervenire in Parlamento e per essere quindi utili ai lavori del Parlamento nella formazione delle leggi, che siano disposte a rinunciare alla loro famiglia per cinque anni, per cinque giorni alla settimana, a lasciare il marito, a trasferirsi a Roma. Quindi anche per questo non siamo riusciti a raggiungere quel limite, quel traguardo che io avevo ipotizzato, proprio per la impossibilità a trovare delle signore che volessero dedicarsi alla vita politica e lasciare la loro professione (trascrizione letterale mia dal faccia a faccia Berlusconi-Prodi; risposta del primo alla domanda “Quante donne avrete nei vostri schieramenti”).

segnalato da Fantastici quattro

Rappresentare l’anima No comments yet

Il corpo umano è la miglior rappresentazione dell’anima.

Ludwig Wittgenstein

Passi d’inchiostro No comments yet

Con te leggerò un tango leggero,
balleremo pagine e pagine,
scrivendo il ritmo di una milonga,
per te inventerò passi d’inchiostro.
Sentiremo il respiro del testo,
seguiremo la trama di un vals,
cammineremo su ponti di carta
parlando la lingua dei nostri piedi.
Danzeremo quel che non si può dire,
ascoltando le pause, i silenzi, le attese,
la melodia di parole desuete,
la punteggiatura che pulsa nel cuore.
Ci siamo persi in un cambio di ritmo,
nel senso di frasi non scritte.
Ti cercherò nell’abbraccio di un verbo,
fra le righe di un bandoneon.

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