
Essendo un agnostico praticante, in questi giorni mi suona poco congeniale augurare buon natale.
Preferisco di gran lunga celebrare il solistizio d’inverno, che rappresenta la fine di un ciclo e l’inizio di un ciclo nuovo.
E lo faccio citando una breve poesia zen, tratta dal libro “Il Tao, la via dell’acqua che scorre”, di Alan W. Watts (Astrolabio):
Siedo quietamente, non facendo nulla,
La primavera giunge e l’erba cresce da sé.
per l’anno nuovo un augurio che è un buon proposito: permetti ai tuoi desideri di realizzarsi, concediti di essere felice.
L’altro giorno ho sfogliato i post di questo blog che ho fatto nel 2006. Sensazione strana, perché mi evocavano anche le emozioni e gli stati d’animo che avevo quando li scrissi.
E dunque, fra i proponimenti per il 2007, mi riprometto di scrivere di più. Di tenere un diario quotidiano, dove scrivere anche solo 2 righe al giorno. e di essere più regolare nell’aggiornare il mio blog.
buon anno a tutti